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Pubblichiamo l'intervento del Presidente Nicola Favia durante la presentazione a Bari a della II edizione dello Short Master in “Organizzazione e gestione delle società e degli enti sportivi”, alla presenza del Ministro per lo Sport, Luca Lotti.

 

Prima dell’intervento finale del Ministro per lo Sport, è toccato a Nicola Favia, Presidente degli Arbitri di Bari, nonché promotore dello Short Master e del Convegno, dire la sua opinione e salutare tutti gli illustri ospiti che hanno onorato con la loro presenza il Convegno.

“Porgo il mio saluto a nome degli arbitri baresi alle Autorità intervenute, Istituzionali, civili e sportive. Le porgiamo i nostri più sentiti e sinceri sentimenti di gratitudine, Ministro, per il tempo che ci ha dedicato. Già poco tempo fa, a Colli del Tronto, abbiamo potuto testimoniare la sua personale vicinanza alla classe arbitrale italiana con il suo saluto all’Assemblea nazionale dei Presidenti di tutte le sezioni d’Italia. La ringrazio e La ringraziamo per quanto ha già fatto per il sistema sportivo e per quanto si potrà fare; l’occasione di averla qui è troppo ghiotta da non poterne benevolmente approfittare”.

“Saluto il Presidente della Giunta per le immunità parlamentari, Dario Stefano, il mio amico Dario, che ha reso possibile questo evento, che è stato tenace nel sopportare quello che poteva sembrare solo un mio capriccio, ma che, invece, ne ha colto immediatamente, come spesso ci capita, la portata e soprattutto il valore dell’iniziativa. Il mio sostegno e la mia amicizia incondizionata a Dario Stefano è nota, palese e sincera. La sua determinazione e la sua autorevolezza è tipica di un arbitro; la storia di questa legislatura – al di là delle legittime visioni politiche – passerà alla storia per la decadenza di leader e statisti di un certo rilievo. (è noto a tutti), ma la maestria, la capacità, lo stile e l’eleganza con la quale il Presidente Stefano ha saputo comminare, unitamente alla sua Giunta, i provvedimenti del caso somiglia a quella di un arbitro che infligge il cartellino rosso a chi sa già che dovrà presto lasciare il campo e andare negli spogliatoi”.

“Saluto il Presidente Regionale degli arbitri, Giacomo.. con il quale è per me impossibile essere formale, il nostro Ministro, Maurizio Gialluisi, componente nazionale dell’AIA, guidata da Marcello Nicchi. E poi il Presidente CONI Puglia, Angelo Giliberto, con il quale è bastata una stretta di mano per comprenderci e percepire da lui il suo entusiasmo e voglia di fare. Saluto il Presidente Vito Tisci, presidente della Puglia calcistica, ma anche Presidente nazionale del settore giovanile e scolastico, nonché componete della commissione calcio giovanile della UEFA, impareggiabile punto di riferimento, che ha imparato a sopportarmi in numerose iniziative che ci vedono fianco a fianco”.

“Saluto il mio e nostro amico Pietro Petruzzelli, in assoluto uno dei meriti del sindaco De Caro: averlo scelto! Il suo entusiasmo e la sua energia sono state un grosso aiuto per noi e immagino per tante realtà sportive; Pietro si è dimostrato persona capace, presente e soprattutto libera. Ho citato il Sindaco e gli rivolgo il mio saluto a nome di tutti quanti noi per l’attenzione che ci ha rivolto in questi anni ( e per quella che ci rivolgerà ancora), per il suo impegno e per la sua generosa vicinanza alle realtà associative come la nostra. Saluto il Prof. Ugo Patroni Griffi, Presidente dell’Autorità Portuale di Bari e Brindisi, nonché Presidente dell’Agenzia per i rapporti con l’esterno dell’Università di Bari, il mio amico Ugo Patroni Griffi, protagonista, regista e struttura portante dello short master che andiamo a lanciare. Conosco Ugo Patroni Griffi ormai da qualche anno; il suo stile, la sua amicizia sincera, le sue indiscutibili competenze fanno di lui una delle migliori personalità della nostra terra, ma di lui mi piace parlare soprattutto della sua umanità, della sua capacità di scommettere sui giovani ( tema centrale stasera), di spronarli, di farli sentire importanti. L’idea di questo percorso formativo è nato per caso; mentre sedevo accanto a lui, quando era alla guida della Fiera del Levante (quando, cioè, l’ha miracolata); e quando in una persona ne incroci lo sguardo e ne percepisci la spinta, puoi fare solo una cosa: agire e metterti al lavoro, come abbiamo fatto”.

“Un saluto affettuoso al n. 1 dell’Università di Bari, al Magnifico Rettore, Prof. Antonio Uricchio, a colui che ci ha dato il privilegio di interfacciarci con il mondo dell’Università, a chi ci concesso di mescolarci con realtà che spesso ci ha visto distanti. Sa, Professore, si è Magnifici per ruolo e per accademia, ma si è magnifici anche per l’agire e per quanto nella propria vita si dà spazio ai fatti: e lei è stato magnifico per accademia e per i fatti! Il mio saluto va a tutti gli intervenuti, ai dirigenti arbitrali della Puglia (i miei colleghi Presidenti di sezione, ai componenti del Comitato regionale arbitri, del settore tecnico), ai dirigenti federali, agli amici delle Stelle al merito del CONI, agli amici di MARCOBALENO con a capo i genitori di Marco Partipilo, nostro arbitro, pilota TOP GUN al servizio dell’aeronautica Italiana, deceduto nei cieli di Francia in un maledetto giorno di novembre di molti anni fa”.

“Ed eccoci qui, Ministro! Le presento e Vi presento i giovani di questa comunità, quella famigerata “casta” sportiva, inavvicinabile. Quanta strada abbiamo fatto, quanto è cresciuto il sistema calcio nel nostro paese. L’uomo di strada fino a qualche anno fa avrebbe pensato alla categoria arbitrale come qualcosa d’intoccabile, come il carabiniere del paese. Gli è rimasta sì l’autorevolezza, ma anche grazie al Presidente Nicchi, che abbiamo sostenuto e sosteniamo dal primo giorno, abbiamo pian piano compreso che forse dovevamo dedicarci anche ad altro, che il mondo dello sport di cui siamo parte doveva contaminarsi con la realtà di tutti i giorni, anzi contaminarla. Una partita di calcio, un evento sportivo, come si sa, non è un evento che si vive un giorno solo, ma necessità di giorni e giorni di preparazione e di tante figure professionali che hanno bisogno di darsi un’organizzazione (dal medico – qui stasera abbiamo il Dott. Domenico Accettura – responsabile del Centro medicina dello sport c/o l’Arena della Vittoria, punto di riferimento di caratura nazionale nell’ambito della medicina dello sport -, al manager, all’amministrativo, all’avvocato specializzato, al commercialista)”.

“E noi ci abbiamo provato, abbiamo provato a solcare il campo di gioco, trasferendoci nei banchi universitari per imparare qualcosa di nuovo, intercettando, se possibile, nuove forme di sapere. Ma il tema di oggi mette al centro una categoria importante davvero: i giovani! Ora o mai più! Non è uno slogan partitico, ma un credo che bisogna sforzarsi di concretizzare. I giovani rappresentano il futuro, se vivono il presente, se sono coinvolti nella vita pubblica e se fanno rete, se sono parte politica: la politica intesa come esercizio volgare della contumelia, della mercificazione delle persone o dell’arrembaggio mediatico, ma quella che sceglie, che si schiera, che decide, che si confronta. E per far questo, va aperta una discussione che non veda nessuno escluso, che assicuri formazione, che dia slancio ad un nuovo civismo e a un nuovo saper vivere. In questo lo sport può dare una grossa mano; la delega allo sport, in una giunta cittadina di un paesino, come altrove non può essere il luogo angusto di soddisfazione partitica, ma un obiettivo strategico per molte azioni politiche e amministrative: di sport si può pure campare; ed è per questo che ci siamo impegnati e ci stiamo impegnando in questi anni, ben tenendo a mente comunque la nostra ragione sociale”.

“Finalmente abbiamo un Ministro per lo sport! Era da tempo che non lo avevamo, e La ringrazio per la vitalità che sta dando al suo Ministero. Era, oltre che nella prossima legislatura, dobbiamo riempire il portafoglio! Il Ministero per lo sport deve avere il portafoglio per far crescere davvero e di più il sistema sportivo italiano; per farne volano di sviluppo, per renderlo un servizio sociale, per farne uno strumento culturale. In nome di questi obiettivi qualche mese fa siamo andati anche in carcere a insegnare le regole del gioco del calcio a chi da noi aveva bisogno di una mano più che di una manetta. Abbiamo collaborato con il mondo della scuola e oggi tanti giovani si sono calati in un ruolo tanto particolare quanto gratificante; ed è bello sentire i loro genitori felici di aver trovato un valido supporto nell’educazione dei loro figli”.

“Stasera, Ministro, Autorità, conferiremo anche alcuni riconoscimenti a carriere terminate sul campo e a chi invece si sta affacciando sui campi nazionali, ha chi ha percorso o si accinge a farlo passo dopo passo una scalata che li può portare nell’olimpo del calcio ma che può anche riservare loro il retrogusto amaro della sconfitta: anche questo ci insegna ad essere uomini o donne di valore, il saper reagire alla sconfitta anche quando si subiscono quelle che riteniamo ingiustizie. Ci stiamo sforzando con vigore di fare questo, e non solo io, non solo noi, tutti insieme…e noi abbiamo l’ambizione di fare la nostra parte. Chi in qualche maniera ha un ruolo in una qualche comunità o gruppo di lavoro che sia ha il dovere si impellente ed urgente di alimentare il riscatto e la risalita dei giovani. Io abito in un paese qui vicino, Valenzano, appuzzolito dalla mafia, sciolto nei giorni scorsi dal Governo, dopo che sono state accertate le logiche malaffaristiche di una compagine, guidata da un soggetto per fortuna oggi ex sindaco, in grado di mortificare il sacrificio di tante persone oneste, di scorticare la pelle e il tessuto sociale di un paese ormai ripiegato su se stesso; oggi al cospetto di tanti ragazzi, di tanti amici, permettetemi di tanti vostri amici, riprendo una boccata d’ossigeno, ritrovo un grande stimolo”.

“Abbiamo il dovere di non mollare; l’Italia, questa regione, ha già sofferto troppo, si è leccata le ferite e deve ripartire, chè di figli e figlie ne ha ne ha già persi troppi: troppi Michele Fazio, troppi Gaetano Marchitelli, troppe troppe Melissa, troppe Noemi. È giunta l’ora di risalire, tenete conto anche di noi perché intendiamo esserci”.